IL MISTERO DEGLI UMBRI NAHARKI
CHI ERA IL POPOLO DEGLI UMBRI? Cominciamo con l'identificare le popolazioni Italiche/Sabelliche come termine polivante. In questa identificazione abbiamo due branche: gli Umbri Sabelli e gli Osci. Questa divisione risulta ballerina perché si pone da ponte tra il mondo Umbro e quello Osco. Gli Osco Umbri arrivarono in Italia intorno al 12° secolo A.C. ed il loro arrivo coincide con con il fiorire della cultura protovillanoviana. Sappiamo che la cultura degli Umbri coincide con la cultura di Terni (Interamna Nahars) che si sviluppa nel 10° secolo A.C. in Italia; nascendo dalle tante branche della cultura villanoviana, però in Plinio possiamo leggere che gli Umbri sono il popolo più antico in assoluto di tutta l'Italia. Lo storico romano racconta che debbono il loro nome ai Greci, che li hanno chiamati Umbri, originariamente Ombrici, partendo dal termine etimologico della loro lingua Ombros, che significa temporale. Un popolo così antico da essere sopravvissuto al diluvio universale. Probabilmente appellativo di popolazione più antica Italica, deriva dalla reale etimologia della parola, che per ora ancora però ci resta abbastanza sconosciuta, presumibilmente derivante da un termine non indoeuropeo: Umru. Altrettanto probabilmente si ipotizza che era il nome di una popolazione autoctona non indoeuropea dell'Italia centrale. Tale supposizione si fonda anche su reperti archeologici che risalgono al tempo Paleolitico, come le grotte già abitate in antichità, basta citare la grotta Bella ad Avigliano Umbro o la grotta dei Cocci di Narni per capire quale importanza questi ipogei hanno svolto nella storia della futura Umbria. Sulle fondamenta di questa popolazione Umru, gli antenati degli Umbri, si sono sovrapposti. La più importante testimonianza di scrittura Umbra la ritroviamo nelle Tavole Egubine. Le Tavole Egubine sono sette tavole bronzee rinvenute nel 15° secolo D.C. nel territorio dell'antica Ikuvium (Gubbio), sulle quali è iscritto un testo in umbro, relativo a complessi cerimoniali di lustrazione ed espiazione della città. Forse un elemento che gli Umbri prendono dalla popolazioni indigena, con la quale si fondono è la pratica dell'inumazione. Possiamo vedere che nella cultura di Terni, nella sua prima fase, si conservino alcuni esempi di incenerazione, che è una pratica propria della cultura protovillanoviana, mentre andando avanti nel tempo si afferma una cultura di inumazione, come esempio la grande necropoli delle Acciaierie. La necropoli di Terni, anche detta necropoli dell'Acciaierie, fu scoperta durante la costruzione dello stabilimento delle Acciaierie in località Pentima. I corredi delle prime tombe furono rinvenuti nel luglio del 1884 e conservati al museo archeologico Claudia Giontella di Terni. L'area della Conca Ternana risulta interessata da insediamenti stabili già in età protostorica, come è testimoniato dalla necropoli delle Acciaierie, utilizzata a partire dall'ultima fase dell'Età del Bronzo finale fino a tutta la fase iniziale della prima Età del Ferro, da una comunità cospicua, riconducibile alla facies protostorica detta Cultura di Terni. L'abitato pertinente alla necropoli era posto nella fascia collinare e pedemontana a nord dell'attuale città, mentre solo in età più tarda si avrà la nascita di un vero e proprio centro protourbano nell'area posta alla confluenza tra fiume Nera e torrente Serra. I dati archeologici sembrano confermare, quindi, la tradizionale data di fondazione della città, collocata al 672 a.C. in base ad un'iscrizione del 32 d.C. Le genti preromane che abitavano tali insediamenti nelle fonti latine sono chiamate Nahartes da cui il nome della città, Interamna Nahartium, ossia dei Naharti, etnonimo che accomuna tutte le popolazioni umbre che vivevano lungo il corso del fiume Nahar (il Nera) in fondo alla valle. Nella zona di Maratta intorno alla fine degli anni '90, dopo il ritrovamento di varie ceramiche sparse, venne effettuata una campagna di scavi archeologici. Da questi scavi sono emerse strutture e reperti archeologici. Ad oggi, dopo gli studi eseguiti si può affermare che si tratta di un insediamento abitativo dal popolo dei Naharki, di origine tra l’età del Ferro e gli inizi della romanizzazione, forse anche precedente. Il villaggio sorgeva su una piccola altura costituita da un consistente banco di sabbia, risultato delle esondazioni del fiume Nera. Il sito è da considerarsi molto importante perchè rappresenta uno dei primi esempi di urbanizzazione della piana Ternana e forse un unicum per il periodo delle migrazioni dagli insediamenti montani a quelli di pianura. Rispetto all'Umbria che conosciamo oggi, la regione abitata da questo popolo era molto più vasta, e da Strabone sappiamo che arrivava fino a Rimini e Ravenna. Il popolo degli Umbri con i suoi pochi reperti e con le sue numerose storie e leggende sulla propria origine resta uno dei più grandi misteri etnici ancora tutto da svelare.
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