I MISTERIOSI SOTTERANEI DI SANTA MARIA IMPENSOLE: NARNI



Rimasto celato fino alla fine dell'800 dopo gli scavi archeologici svolti dal marchese Eroli, questi misteriosi sotterranei sono pronti per tornare alla luce. La sconvolgente scoperta fu che vennero ritrovate dei sepolcri ma che il loro interno era vuoto.

La chiesa è chiamata di S.Maria Impensole, perché venne costruita sul pendio.

La costruzione si ebbe sui resti di una struttura più antica, datata all’VIII secolo, identificata tradizionalmente con un tempio di Bacco, di cui mantenne la struttura portante.

Certamente sono molti i motivi di interesse, che questa chiesa suscita con le sue adiacenze, tra l’altro nei sotterranei si trovano due cisterne romane.

La data di costruzione o ricostruzione è del 1175, come si legge nell’architrave della porta centrale.

La chiesa riserva un fascino antico ed enigmatico per la presenza di quattro animali posti all’entrata della chiesa e un arco in cui è riportata la figura di Cristo. In una importante tradizione esoterica i quattro animali, ossia un leone, un agnello, un’aquila e un pavone, rappresentavano simboli alchemici di estrema importanza, messe non solo a esclusiva finalità decorativa ma come a voler evidenziare un percorso alternativo iniziatico di espiazione dei propri peccati. Il Leone e l’Aquila, che non a caso sorveglierebbero l’entrata della chiesa rappresentano l’oro e l’argento alchemico, il sole e la luna, l’inizio e la fine. Questi due animali insieme formano il grifone simbolo della città.




I SOTTERRANEI

L’ambiente è costituito da tre vani, un vano d’ingresso, un piccolo vano adiacente a cui si accede per un passaggio di fortuna, ed infine un grande ambiente a tre navate, divise da pilastri.

Entrando si nota una tomba ad arcosoglio (sec. VI) e trasversalmente dei resti di muro di costruzione romana a spina di pesce, che potrebbe essere della stessa epoca. In fondo a sinistra, c’è un pozzo su cui poggiano le fondamenta del muro della facciata della chiesa superiore.
Infatti la chiesa come la maggior parte della città di Narni poggia le sue fondamenta sulle macerie delle distruzioni belliche e naturali dell’antica Nequinum.




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